Serata dedicata a Franco Scaglione designer italiano specializzato nel settore automobilistico.

Presso la Sede del Club, è stato presentato il libro “Il paradigma Scaglione” scritto da Massimo Grandi per Libreria ASI.

Ospiti della serata:

Prof. Massimo Grandi autore del libro;

Tiziano Cherubini del Ruote Classiche Club Prato.

Nato a Firenze da Vittorio Scaglione, maggiore medico dell’esercito e da Giovanna Fabbri, capitano ??? della Croce Rossa Italiana, la sua è una famiglia benestante di antichissima origine nobiliare (conti di Martirano San Nicola e Mottafilocastro). All’età di sei anni lui e il fratello minore Eugenio restano orfani del padre.

I suoi hobby preferiti sono la lettura, il tennis, l’equitazione e il canottaggio, mentre i primi studi superiori sono di indirizzo umanistico. In seguito si iscrive alla facoltà di ingegneria aeronautica e presta servizio di leva, con il grado di sottotenente, nel Genio Pontieri. Allo scoppio della seconda guerra mondiale parte volontario chiedendo di essere assegnato al Genio Guastatori e, inviato sul fronte libico, il 24 dicembre 1941 viene fatto prigioniero dalla Western Desert Force a el Duda, a sud di Tobruk. Sarà internato nel campo di detenzione di Yol, in India, dove rimane fino alla fine del 1946. Rientra in Italia il 26 dicembre con l’ultima nave trasporto prigionieri.

Raggiunge la madre a Carolei, presso Cosenza, (intanto il fratello Eugenio è morto in guerra) e passerà con lei quasi un anno per riprendersi dall’egritudine causata dalla lunga prigionia. Ritenuto che fosse ormai troppo tardi per terminare gli studi di ingegneria e deciso a sfruttare il suo talento nel disegno, all’inizio del 1948 si reca a Bologna dove viene assunto da un’importante sartoria in qualità di figurinista. I suoi modelli riscuotono un concreto successo, il che gli consente di sposarsi con aria Luisa Benvenuti, nel 1948, dalla quale avrà la figlia Giovanna.

Tuttavia, Scaglione nutre grande interesse per il design automobilistico e aspira fortemente a poterne disegnare le carrozzerie. In questa sua passione occupa buona parte del tempo libero, realizzando bozzetti di automobili dalle linee estrose, che invia a decine di importanti carrozzerie lombarde e piemontesi. Le sue creazioni non ottengono approvazioni, a parte quella di Battista Farina che lo convoca per un colloquio e gli offre la possibilità di collaborazione.

Nell’aprile 1951 Scaglione si trasferisce a Torino e lavora alla Pininfarina per qualche mese, ma non riesce a sviluppare un proficua intesa artistica, soprattutto a causa della sua grande ammirazione nei confronti dell’insigne carrozziere che lo pone in soggezione. Lasciata la Pininfarina, per un breve periodo collabora con Giovanni Michelotti alla realizzazione di alcuni modelli per la Carrozzeria Balbo.

Assunto alla Bertone, un suo progetto viene scelto da Carlo Abarth per carrozzare la dream car Fiat-Abarth 1500 Biposto che ottiene l’attenzione degli esperti ai saloni e viene acquistata dalla statunitense Packard come modello di studio.

Nasce così un sodalizio con il coetaneo Nuccio Bertone che, attraverso un rapporto diretto e collaborativo, li porterà a creare estrose dream car come le “BAT“, ma anche splendide vetture di serie come le “Giulietta Sprint” e “Sprint Speciale”.

Nel 1959, a causa di una banale discussione, trasformatasi in litigio, Scaglione interrompe il rapporto con la Carrozzeria Bertone e inizia a lavorare in proprio: nasceranno la Lamborghini 350 GTV, l’ATS 2500 GT, la Prince Motors giapponese, la Titania, e i vari modelli dell’Intermeccanica: Apollo, Torino, Italia, Indra, IMX, Murena.

Nel 1967 disegnerà per l’Alfa Romeo la 33 Stradale, a detta di molti esperti una delle più belle auto sportive mai progettate. Dopo il fallimento dell’Intermeccanica, fondata dall’imprenditore canadese Frank Reisner, vicenda in cui perde buona parte dei suoi risparmi, Scaglione si ritira dal lavoro per la delusione subita.

Nel 1981 si trasferisce a Suvereto, piccolo paese nella provincia di Livorno dove possiede un vecchio palazzo nella piazza centrale, conducendo una vita assai appartata. Nel luglio 1991 gli viene diagnosticato un carcinoma polmonare, per il quale morirà due anni dopo.

Club Officina Ferrarese del Motorismo Storico

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